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Agevolazioni e bonus fiscali? Ultimi mesi per approfittarne.

17 luglio 2017

Siamo veramente agli ultimi mesi dei bonus fiscali. Sei mesi ancora di opportunità, fino al 31 dicembre 2017, per poter usufruire di un vantaggio Irpef che consente di recuperare fino al 65% le spese per interventi di riqualificazione che garantiscano efficienza e risparmio energetico: bonus che può arrivare fino al 75% delle spese nel caso i lavori si riferiscano a condomini con un aumento della classe energetica.

Altro bonus in scadenza è la detrazione fiscale Irpef del 50% sempre sulle spese per i semplici interventi di ristrutturazione edilizia. Non si tratta di semplici sconti, anche perché la scadenza di fine anno, rimescola un po’ tutte le misure e riduce la portata degli sconti: senza proroghe, dal prossimo gennaio 2018 il bonus ristrutturazione (50%) non potrà più contare su un tetto massimo di spesa di 96mila euro, ma questo scenderà a 48mila euro e l’agevolazione fiscale passerà al 36%. Stesso taglio delle agevolazioni per il bonus energetico: ora al 65% con limiti di spesa in funzione della tipologia di interventi, da gennaio rientreranno anche questi nel regime “ordinario” del 36% riferite alle semplici ristrutturazioni.

Un mercato favorevole

A cui va aggiunto un ulteriore dato di mercato, ancora favorevole: il ribasso importante dei prezzi degli immobili. Un elemento che abbinato agli incentivi fiscali sta portando ad acquistare immobili da ristrutturare, ma solo se il prezzo è particolarmente conveniente e tale da giustificare l’avvio dei lavori di ristrutturazione.

Siamo quindi ad un punto decisivo, nel senso che questa sarà l’estate in cui si dovrà decidere se usufruire dei forti incentivi, decidere i lavori di ristrutturazione e mettere mano al portafogli entro fine anno. Ed è infatti questa l’altra faccia della medaglia: i lavori vanno saldati subito, il pagamento è immediato. Il Fisco invece restituisce il bonus un pezzo all’anno, in rate uguali complessivamente per i dieci anni successivi all’investimento.

Un limite, ma solo apparente. Ricordiamoci che viviamo ancora nell’era dei tassi al minimo storico. Il costo del denaro è decisamente basso, ma non durerà per sempre. Anche questo elemento congiunturale ormai viene considerato al termine, la ripresa si sta lentamente consolidando, e i primi segnali che arrivano dalle scelte di famiglie e piccoli investitori verso il mutuo a tasso fisso indicano che, nonostante il prodotto resti ancora conveniente, la domanda lentamente sta tornando a preferire il variabile. Due gruppi di condizioni, quindi, le agevolazioni fiscali e i mutui a prezzo ancora molto conveniente, che ancora giocano il loro bonus, fiscale da una parte, sui tassi dall’altra.

Il confronto dei prezzi

Basta fare un giro sui portali online delle banche per verificare la disponibilità di mutui da 80mila euro in dieci anni per finanziare spese di ristrutturazione e che possono usufruire dei bonus fiscali. In questi casi è possibile fare lavori di ristrutturazioni da 80 mila euro pagandole complessivamente in dieci anni poco più di 46-50mila euro con un mutuo a tasso fisso e poco più di 43-45mila euro con un mutuo a tasso variabile.

Nel caso di un bonus al 65%, per lavori di riqualificazione energetica, il costo totale scende a 34mila euro nel caso della scelta di un prestito a tasso fisso, e a poco meno di 32mila euro con un tasso variabile.

Acquistare casa per avviare una ristrutturazione può quindi essere ancora una reale opportunità.

Quasi sempre l’acquisto dell’usato comporta lavori di ristrutturazione: strutture, tubature, impianti. In questo caso è bene informarsi prima sui costi, facendo fare dei preventivi. Da tenere comunque in considerazione eventuali interventi di manutenzione straordinaria.

Chi decide invece di acquistare il nuovo ha la possibilità di personalizzare l’immobile decidendo la distribuzione degli spazi e il capitolato. A differenza dell’usato, le nuove costruzioni hanno una garanzia decennale sui gravi vizi e difetti di costruzione.

La sostenibilità della casa

Le ristrutturazioni consentono una progettazione più attenta non solo degli spazi ma il ricorso a una dotazione impiantistica e costruttiva più performante sia in termini di confort abitativo che di minor costi di gestione nel medio-lungo termine. Il riscaldamento radiante (a pavimento), per esempio, oltre a consentire un risparmio economico dovuto ai minori costi di gestione, offre l’opportunità di avere gli ambienti della casa caldi in modo omogeneo, senza l’ingombro dei caloriferi esterni che sono spesso un ostacolo per l’arredo. Tutto questo garantisce minori costi di gestione e maggior confort che si tramutano in una migliore qualità dell’abitare.

Intanto il mercato fa i conti con la tipologia della domanda: anche in provincia ormai 8 abitazioni su dieci acquistate sono case usate contro il 22% di nuova costruzione. Pochissima differenza fra usato e nuovo nella scelta, la tipologia più acquistata è il trilocale, seguita dal bilocale, poi dal 4 locali, dalle soluzioni semindipendenti e infine dalle tipologie indipendenti.

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