Bergamo e affitti: i canoni di locazione sono alti. | Chicercacasa.it
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Bergamo e affitti: i canoni di locazione sono alti.

21 Novembre 2016

Bergamo terza città capoluogo in Lombardia per affitti più cari. Davanti ha solo Milano (con il “primato” per città più cara per le locazioni) e subito dietro a Como. Terzo gradino del podio nonostante nell’ultimo trimestre (da luglio a settembre) i prezzi di mercato per un affitto a Bergamo siano scesi ancora di quasi l’1%, contro un aumento di mezzo punto percentuale (lo 0,5%) nel resto della provincia.

Il dato complessivo resta comunque di crescita dei prezzi: calcolati sull’arco dell’anno, nel 2016 finora i prezzi degli affitti sono in aumento dell’1,1% per una casa in città e addirittura di quasi il doppio, l’1,9%, per un appartamento in un comune della provincia bergamasca. Guardando quindi ai valori reali la classifica dei centri capoluogo vede quindi Milano saldamente in testa con una quotazione al metro quadro di 15,9 euro, davanti a Como (9,4 euro al mq) e quindi da Bergamo, città dove le quotazioni sono arrivate a 9,2 euro al mq e a 7,9 euro al metro quadro in provincia. Chiude la graduatoria Cremona, quotazione più bassa, con 5,7 euro al metro quadro.

Lo sguardo invece all’intera regione Lombardia, dopo Milano con una media di 15,9 euro al mq, al top anche delle quotazioni nazionali, emerge anche Monza per i maggiori rimbalzi provinciali (2,6%); Lecco (-3,2%) e Brescia (-2,2%) il calo più marcato. Oggi la media dei prezzi in Lombardia risulta stabile, con una variazione negli ultimi tre mesi rilevati di un -0,1%. Così, per affittare un appartamento da 70 mq a Bergamo città oggi costa in media fra 550 e i 650 euro al mese, non si scende sotto i 450 euro mensili per un affitto di 50 metri quadri mentre si arriva a sfiorare gli 800-900 euro al mese per un appartamento signorile di almeno 100 metri quadri. Per fare un confronto con la città capoluogo della Lombardia, significa che per 65 metri quadrati – la metratura standard – a Milano si arrivano a spendere mediamente 1.033 euro al mese, che diventano 1.590 per una appartamento di 100 metri quadrati.

Secondo l’ufficio studi del portale specializzato idealista.it, affittare una casa a Bergamo costa quindi in media fra i 7 e i 10 euro al metro quadro mensili, nonostante la riduzione dell’1% negli ultimi 3 mesi, in linea del resto con l’andamento nazionale di ribasso delle quotazioni.

Secondo le analisi dei tecnici del settore immobiliare e nonostante la lunga crisi, nelle città lombarde i prezzi dei canoni sono rimasti livellati verso l’alto per poi registrare un’accelerata negli ultimi dodici mesi. In molte città lombarde, specie se città sedi di università, continuano ad attrarre studenti e lavoratori da tutte le regioni d’Italia e questo fa lievitare gli affitti, anche se il primo problema per chi studia o ha un lavoro precario è potersi permettere i canoni di affitto, a cominciare da Milano.

L’andamento altalenante dei prezzi nelle dieci province monitorate produce comunque una situazione stabile a livello regionale, con valori sostanzialmente invariati rispetto al secondo trimestre (-0,1%). Dai mesi estivi canoni su per i nuovi inquilini in provincia di Milano, Monza - entrambe con un incremento del 2,6% -, Varese (1,6%) e Bergamo (0,5%). Prezzi invariati a Pavia, le maggiori cadute trimestrali si sono registrate in provincia di Lecco (-3,2%) e Brescia (-2,2%). Intanto, l’Ufficio studi Tecnocasa ha realizzato una fotografia delle locazioni proprio nelle città universitarie come Bergamo dove, infatti sono stati numerosi gli studenti che fin dal mese di agosto-settembre, si sono dedicati alla ricerca della casa nella città dove stanno seguendo i corsi.

Questo target quasi sempre affitta trilocali in modo da poter condividere l’appartamento con altri amici o gli stessi studenti loro compagni di studio. L’elemento fondamentale della scelta è la location che deve essere il più possibile vicina alla sede universitaria oppure facilmente raggiungibile con i mezzi di trasporto. Si prediligono i quartieri serviti e gli appartamenti arredati con immobili di qualità, con aria condizionata. Meglio ancora se ci sono basse spese condominiali.

Un altro importante dato da rilevare nel settore degli affitti è la tipologia del contratto che si stipula per una locazione. Cresce in maniera sempre più significativa il ricorso al canone concordato. Ormai il 62,8% dei proprietari e degli inquilini affermano di conoscere il canone concordato, associandolo per lo più ai vantaggi fiscali, ma poco più del 10% del campione ha scelto di utilizzalo.

Perchè gli utenti prediligono ancora il canone libero? Il primo fattore disincentivante all’utilizzo del canone concordato sarebbe il basso importo del canone di canone di locazione (66,7%). Un’idea che resiste nonostante oggi i canoni imposti dal vecchio accordo territoriale siano stati revisionati da un nuovo Accordo, con valori decisamente più vantaggiosi per il proprietario.

Permane un certo scetticismo tra i proprietari e questo comporta la scarsità di offerta di affitti sostenibili a fronte di un forte interesse da parte dei potenziali inquilini. Minore incidenza sembrano avere invece l’incertezza legislativa (16,7%) e la complessità della normativa contrattuale (16,6%).

I risultati del sondaggio lasciano pensare che vi sia un deficit informativo sui temi del canone concordato (molti dichiarano di non conoscerlo). Inoltre dalle risposte dei cittadini emerge anche l’assenza di un punto di riferimento atto a orientare gli interessati verso questa categoria contrattuale.

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