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Mutui convenienti per comprare casa.

13 dicembre 2017

Il mercato dei mutui torna al centro dell’attenzione. In attesa che si definisca il pacchetto bonus e si precisi il nuovo sistema di incentivi previsti dalla manovra di Bilancio 2018 - in particolare il meccanismo del sisma bonus, la cui prospettiva è di legarlo all’effettivo risparmio energetico conseguito – i mercati del credito e dei mutui stanno tornando a risvegliare l’attenzione di famiglie e piccoli risparmiatori.

Responsabile di questo nuova fase positiva è il nuovo minimo storico toccato dagli interessi dei mutui casa, ora ancora più convenienti che mai, con un tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni sceso al 2,02% contro il 5,72% di fine 2007. Non è il solo dato significativo. I nuovi mutui erogati fra aprile-giugno (ultimo dato disponibile) hanno decisamente superato le surroghe, segnando il 44,4% contro il 43,6%. Non è un trend isolato, ma secondo gli operatori è l’inizio di un processo che sta continuando a sancire l’inversione di tendenza.

La nuova spinta al mercato

Nel quarto trimestre di quest’anno – ha rilevato il portale specializzato mutuionline.it, la proporzione fra nuovi prestiti e surroghe continua a sbilanciarsi a favore dei primi mutui, che segnano il 46,3% rispetto alle surroghe ancora in perdita e al 41,8% del totale (era il 42,7% nel terzo trimestre). Ancora: erogazioni mutui per l’acquisto prima casa e surroghe ora segnano lo stesso identico valore: 45,2%.

Vento più favorevole, quindi, sta tirando sul mercato del credito. Lo dimostrano anche le scelte fatte dai piccoli risparmiatori e dalle famiglie. Non senza sorprese: a fronte dell’estrema convenienza, due terzi dei nuovi mutuatari scelgono il mutuo a tasso fisso dando così una spinta nuova al mercato dei prestiti ipotecari: nei primi nove mesi 2017 l’ammontare dei mutui sottoscritti dalle famiglie ha segnato una variazione del +3,3% rispetto a settembre 2016, quando comunque era già in corso un certo miglioramento.

La spinta arriva senza dubbio dalla discesa del tasso medio d’interesse. Secondo il rapporto dell’Abi, l’associazione delle banche italiane, a settembre, sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni, il tasso d’interesse era al minimo storico, appunto al 2,02%. Ad agosto il tasso, già ritenuto estremamente basso, era del 2,11%, contro il 3,95% del settembre 2012 e il 5,72% di fine 2007, anno che ha preceduto l’inizio della crisi.

Complice anche l’euro forte a rendere i mutui per la casa più convenienti di sempre portandoli sui livelli più alti, visto i bassi valori dell’Euribor (tasso di riferimento per i mutui a tasso variabile) e l’Irs (indice per i finanziamenti fissi) sostanzialmente fermo.

Casa e imprese: tassi minimi

Sempre secondo il rapporto Abi, tuttavia, a essere bassi non sono solo i tassi dei mutui casa, ma a ottobre in generale quelli applicati a tutti i prestiti bancari, i tassi di interesse sui prestiti alla clientela si collocano a un valore medio sul totale dei prestiti pari al 2,74%, nuovo minimo storico (2,75% il mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007). Ai minimi storici anche il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese risulta a 1,35%, era 1,39% il mese precedente (5,48% a fine 2007).

Il nuovo trend

Tornando, quindi, ai mutui la sorpresa nonostante le previsioni sui mercati è certamente la netta prevalenza proprio dei finanziamenti a tasso fisso. La rata fissa infatti ha la prevalenza visto che le migliori offerte si attestano sotto il 2%, accettando dunque di sopportare quell’1% in più di quanto si potrebbe spuntare con il tasso variabile: sette domande su dieci hanno così preferito un mutuo a tasso fisso negli ultimi tre mesi del 2017. Nel caso dei prestiti erogati, invece, il dato è ancora più evidente: la percentuale sale al 77,7%.

Rate del mutuo più leggere

Contrariamente alle previsioni, il tasso fisso ha infatti registrato un calo costante dall’1,13% di gennaio fino allo 0,94% dello scorso ottobre. Gli effetti sono stati immediati: un mutuo a tasso fisso, a vent’anni, sottoscritto da un impiegato quarantenne per 100.000 euro e destinato a un immobile valutato 200.000 euro, avrà un tasso finito dell’1,87% e una rata di 489 euro.

Se invece si decidesse di optare per un mutuo a tasso variabile, l’Irs sarà dello 0,80% e la rata mensile di 442 euro: 47 euro di differenza tra le due opzioni. Secondo le ultime rilevazioni dell’Abi, infine, sono abbastanza stabili i valori relativi al loan-to-value, il valore dell’immobile che il mutuo concesso dalla banca arriva a coprire.

Un valore che vede risalire in realtà l’intervallo più gettonato: dal 70 all’80%, con il 38% delle richieste (erano il 36,3% lo scorso trimestre). Anche per i mutui concessi prevale un valore di copertura fra 70-80% del valore dell’immobile e con il 32,1% sul totale erogato dalle banche e 2,2 punti percentuali guadagnati dallo scorso trimestre.

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