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Ristrutturazioni e riqualificazioni

11 settembre 2017

Gli incentivi fiscali per ristrutturazioni e riqualificazioni entrano negli ultimi tre mesi.

I bonus del 50 e del 65%, per gli interventi edilizi, con punte che possono arrivare fino al 75% (grazie all’incentivo legato al sisma-bonus) dello sconto Irpef scadranno infatti a fine anno. Senza ulteriori proroghe – e al momento il tema non sembra ancora essere arrivato sul tavolo del governo – le agevolazioni dal prossimo anno torneranno tutte nella misura ordinaria del 36%.

Ma una riflessione è già in corso, naturalmente. Per un semplice motivo: anche nel 2017 queste misure di sostegno a un settore ancora in difficoltà congiunturale hanno dato i loro risultati. L’ultimo studio del Cresme, il centro di ricerche dell’Ance, l’associazione nazionale dei costruttori, ha infatti messo in evidenza che quest’anno gli incentivi fiscali per i lavori in casa porteranno investimenti al settore dell’edilizia per altri 28-30 miliardi, replicando così il risultato di volàno del comparto, come è stato nel 2013, nel 2014 e nel 2016.

Non solo, c’è un altro piccolo record da segnalare e che spiega quanto queste misure trovino ormai un riscontro popolare fra le famiglie: sono ormai 15 milioni le domande presentate dai cittadini, famiglie e investitori nell’arco di vita di questi sgravi – l’anno prossimo saranno i 20 anni esatti dalla loro entrata in vigore, pur con modalità e proporzione - per poter usufruire di questi strumenti fiscali.

Lo studio Cresme dà conto più nel dettaglio di queste cifre: a fine 2016, così, eravamo a 11.447.400 domande presentate per il recupero edilizio semplice e 2.780.177 domande per la riqualificazione energetica, strumento che è partito nel 2007. In tutto più di 14 milioni e 257mila di domande con un ritmo annuale che supera 1,6 milioni di domande. Oggi si contano 12 milioni di richieste per i lavori semplici e 3 milioni per le riqualificazioni energetiche.

A fine 2017 si potrebbero toccare complessivamente i 15,6-15,7 milioni di domande. Dati e numeri che il governo, almeno da parte del ministro Delrio, utilizzerà per chiedere in occasione della presentazione della legge di Bilancio la stabilizzazione di questi strumenti.

Il ministro in particolare auspica «almeno in un allargamento del sisma-bonus agli edifici dell’edilizia residenziale pubblica», ha sottolineato ultimamente facendo capire che questa sarà la sua priorità in ambito del dibattito del prossimo Def, il documento economico finanziario considerato base per la futura legge di Bilancio 2018.

Altri dati a sostegno della bontà di queste misure sono emerse nei giorni scorsi anche dalle elaborazioni del Servizio studi della Camera, realizzate in collaborazione con il Cresme su dati dell’Agenzia delle Entrate e del Mef, si confermano nei primi mesi del 2017 i livelli record di spesa dell’anno precedente.

I valori delle ritenute d’acconto (pari all’8%) fatte sui bonifici bancari di pagamento delle imprese e dei professionisti da parte dei committenti sono stati pari a 743 milioni nel periodo gennaio-maggio 2017 contro i 751 milioni dello stesso periodo del 2016. Da questi dati il Cresme calcola il valore complessivo (Iva conclusa) dei lavori effettuati che risulta pari a 11,33 miliardi nel periodo gennaio-maggio 2017 contro gli 11,45 miliardi dello stesso periodo del 2016. La variazione è dell’1,1% in negativo ma non dovrebbe incidere molto sul risultato di fine anno che nel 2016 toccò i 28,24 miliardi di lavori.

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