Affitti brevi: ora si paga la cedolare secca. | Chicercacasa.it
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Affitti brevi: ora si paga la cedolare secca.

25 settembre 2017

Cedolare secca, dopo la polemica e anche un po’ di bufera per la vicenda legata agli affitti brevi che ha coinvolto i portali web di intermediazione fra operatori e utenti (il caso Airbnb, il più noto), ora si avvicina la nuova scadenza di pagamento della tassa: il 16 ottobre.

La manovra correttiva della legge di Stabilità 2017 ha introdotto una novità per la tassazione degli affitti brevi (cioè fino a 30 giorni di occupazione) gestiti attraverso piattaforme online, ora obbligati al versamento della cedolare secca al 21%.

Il provvedimento ha previsto una nuova procedura con maggiori adempimenti per gli intermediari con l’obiettivo di fare in modo che tale imposta sull’affitto venga effettivamente versata all’Erario, diversamente da quanto avvenuto finora. Per lo scopo sono state disposte sanzioni per l’intermediario inadempiente fino a 2.000 euro.

Inizialmente la prima scadenza al 17 luglio per il versamento della ritenuta del 21% sui canoni incassati a giugno dagli operatori che gestiscono contratti e pagamenti, poi si è convenuto di applicare i tempi dello Statuto dei contribuenti, evitando accertamenti e sanzioni sul mancato adempimento fino al 12 settembre, ovvero per i tre mesi successivi all’entrata in vigore del Dl 50/2017. Dunque la prima vera data per il via al nuovo adempimento scatterà il 16 ottobre per i canoni gestiti in settembre.

Intanto, in questi giorni sul tema si è tenuto il primo tavolo di concertazione tra Ministero dell’Economia e Finanze, Agenzia delle Entrate, portali e agenti immobiliari, durante il quale è stato confermato l’avvio immediato, in vista della scadenza del 16 ottobre, della formazione per gli agenti immobiliari sull’applicazione della “tassa Airbnb”.

Sul tema e a conforto degli operatori coinvolti, il presidente degli agenti immobiliari Fiaip, Paolo Righi, aveva spiegato che «le guide per noi agenti sono partite entro il 20 di questo mese ma abbiamo anche chiesto di evitare del tutto l’adempimento. Non sembra sia possibile. In ogni caso – ha aggiunto Righi – l’evasione verrà fermata dalle comunicazioni che gli agenti e i portali faranno a inizio 2018 sui contratti 2017, quindi non c’è da temere perdita di gettito».

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