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Decreto Concorrenza: mutui casa e polizze.

09 ottobre 2017

Un nuovo strumento per la tutela di chi intende sottoscrivere un mutuo e acquistare un’abitazione, che sia o meno prima casa. Anche questa volta la tutela è stata definita per proteggere da alcuni comportamenti di banche e società finanziarie – se non proprio illeciti – sicuramente poco corretti almeno sotto il profilo sia della trasparenza, sia della libera concorrenza: da oltre un mese e mezzo è entrato a regime il decreto sulla Concorrenza (la legge definitiva è del 4 agosto 2017) e con questo provvedimento si è messo fine ad una serie di “condizioni capestro” imposte come condizioni quasi imprescindibili per poter vedersi riconoscere il prestito ipotecario.

Una di queste è stata finora l’accensione di un mutuo obbligatoriamente collegato alla stipula di una polizza incendio e scoppio. La legge ora interviene per limitare di molto questa “pretesa”, ponendo delle condizioni che tutelano il consumatore da eventuali comportamenti non concorrenziali applicati dalla banca.

E non si tratta del venire meno di un vincolo di poco conto, dato che polizze assicurative di questo genere, incidono sul costo finale del finanziamento anche fino al 15%. Un’indagine recentissima dei portali specializzati facile.it e mutui.it, ha infatti messo in evidenza che polizze a copertura della morte del titolare, della perdita del lavoro, di incidenti che portino a invalidità o a impossibilità di continuare a percepire un reddito possono far crescere in media il premio del mutuo fra il 2 al 12%.

Che cosa cambia ora, quindi? Primo dato: se in passato era quasi automatico che la banca proponesse la propria polizza, senza possibilità di scelta da parte del cliente, ora il decreto Concorrenza stabilisce che la banca non possa più vincolare l’erogazione del mutuo alla sottoscrizione di una propria polizza.

Se tuttavia l’assicurazione è condizione di garanzia imprescindibile per la banca, sarà obbligatoria la proposta, oltre alla propria polizza, anche di preventivi di altre due offerte dello stesso tipo ma erogate da altri enti, in modo che al cliente sia data la possibilità di scegliere fra diverse e alternative opzioni.

Resta comunque ferma la possibilità, non negoziabile da parte della banca, che il cliente decida in autonomia a quale compagnia assicurativa affidarsi e che, in caso abbia sottoscritto l’offerta proposta dalla banca, possa esercitare il diritto di recesso entro 60 giorni.

Intanto, dal mercato dei mutui arrivano segnali di qualche prima difficoltà. Sono gli ultimi dati diffusi dal Barometro Crif a registrare (dallo scorso agosto 2017) un calo del 14,4% delle domande per nuovi finanziamenti legati all’acquisto di una casa, per un -7,4% annuo registrato nei primi otto mesi dell’anno.

La spiegazione può essere legata al prossimo, probabile, aumento dei tassi di interesse, come anche al rallentamento del mercato dei contratti di surroga, che per mesi hanno sostenuto in generale la domanda di mutui in un momento in cui le condizioni finanziarie mutevoli (in meglio) rendevano conveniente un cambiamento nelle condizioni delle erogazioni.

Dall’altra, però, sempre in agosto gli importi richiesti sono aumentati del 2,3% attestandosi sui una media di 126.650 euro, come anche le durate dei contratti; quelli superiori ai 15 anni sono il 15% del totale mentre i piani dalla durata compresa tra 15 e 20 anni raccolgono quasi un quarto delle richieste. Indice, secondo Crif, di una maggiore capacità di spesa e di fiducia da parte delle famiglie.

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