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La scelta del mutuo: come funzionano il tasso fisso e quello variabile

17 Giugno 2015

Che sia stata una lunga ricerca o che abbiate avuto un colpo di fulmine, avete trovato la casa perfetta da acquistare e ora non rimane che affrontare l’ultimo passo decisivo: il mutuo.

Un passo che porta con sé una domanda quasi amletica: scelgo il mutuo a tasso fisso o quello a tasso varibiabile? Analizzando i dati dei mutui richiesti via web, nel primo trimestre del 2015 è il tasso fisso quello più gettonato rispetto al tasso variabile. Cerchiamo quindi di capire come decidere verso quale tipologia indirizzarsi.

Il mutuo a tasso fisso prevede che il tasso di interesse applicato sia costante per tutta la durata del mutuo fino alla sua estinzione: in questo modo l’ammontare è costante nel tempo ed è noto già al momento della stipula del contratto.

Il tasso di interesse si calcola in base all’Eurirs, conosciuto anche come Irs, e allo spread, il margine di guadagno della banca, che in genere varia dall’1 al 2%. L’Eurirs è l’Euro Interest Rate Swap, ovvero il tasso interbancario che quotidianamente è comunicato dalla Federazione Bancaria Europea.

In sostanza l’Eurirs è un indicatore di quanto costa il denaro ed è proiettato sul lungo periodo: in questo modo, se anche dovesse aumentare negli anni, non cambierà nulla per il mutuatario, perché il mutuo farà sempre riferimento al valore dell’Eurirs al momento della stipula.

Nel mutuo a tasso variabile, invece, il tasso di interesse oscilla in base all’andamento dell’indice finanziario di riferimento, che in questo caso è l’Euribor: l’Euribor è uno dei tassi che esprimono quanto costa il denaro all’ingrosso. Vi è però la possibilità di chiedere di utilizzare nel calcolo del mutuo il tasso della Bce, il tasso all’ingrosso per eccellenza: esso rappresenta il costo che le singole banche devono sostenere per chiedere soldi in prestito direttamente all’istituto di Francoforte.

Considerata la variabilità del tasso di interesse, anche le rate del mutuo variano, quindi al momento della stipula del contratto il mutuatario non saprà l’importo certo da versare alla scadenza della rata, che dipenderà dall’andamento del mercato in riferimento al periodo previsto per il pagamento della medesima. Qual è il vantaggio nello scegliere questa opzione? I tassi Euribor hanno scadenze che oscillano da 1 settimana a 12 mesi, mentre quello della Bce non cambia finché non è la stessa istituzione a deciderlo.

In sintesi, è importante ricordare che i mutui a tasso fisso hanno generalmente un tasso più elevato, ma che rimarrà invariato nel tempo: quindi è una valida scelta nel caso in cui si prevede che il mutuo durerà molti anni.

I mutui a tasso variabile invece hanno tassi più bassi, con rate quindi più basse nell’immediato, ma bisogna mettere in conto l’eventualità che possano aumentare nel futuro.

Nel complesso comunque è un ottimo momento per stipulare un mutuo: parlando di tasso variabile, i tassi bassi hanno praticamente azzerato gli indici interbancari a cui è agganciato il mutuo e quindi si riesce a ottenere un mutuo variabile con un tasso di interesse di poco superiore all’1,5%, una percentuale che risulta essere quasi la metà del tasso fisso; però anche il mutuo a tasso fisso è ai minimi storici, in quanto gli Eurirs, a cui è agganciato al momento della stipula, sono sotto l’1%.

Quindi entrambe le soluzioni sono una buona scelta, ma ci sono vari fattori che al momento stanno facendo propendere per il mutuo a tasso fisso: in primo luogo le banche ora tendono a erogare mutui a tasso fisso, inoltre questa formula offre una sensazione di maggiore sicurezza al mutuatario e infine assicurarsi un tasso ai minimi storici per il futuro pare un’occasione da non lasciarsi sfuggire.

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