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Nuovo modello APE : dal 12 ottobre cambiano le classi energetiche

19 Ottobre 2015

Il mondo della casa marcia spedito verso una nuova rivoluzione.

Due appuntamenti lo stanno coinvolgendo, due novità che stanno ribaltando completamente il modo di approcciare al mercato immobiliare dell’intera filiera dell’edilizia.

La prima scatterà il prossimo gennaio 2106 ed è la legge regionale che introduce le regole edili per costruire come nuovo o ristrutturare edifici esistenti seguendo i nuovi principi che definiscono la casa “a consumo quasi zero”. E in vista di questa svolta storica nel modo di costruire le abitazioni, è già scattata questa settimana, lo scorso lunedì 12 ottobre, la seconda novità: per chi vuole affittare o vendere una casa dovrà presentare un nuovo Ape, l’attestato di prestazione energetica del proprio immobile.

La Lombardia, prima regione in tutta Italia bruciando le tappe che prevedevano l’obbligo solo fra quattro anni, ha infatti anticipato al 12 ottobre scorso l’entrata in vigore delle nuove regole, obbligatorie, che portano alla riclassificazione energetica delle abitazioni, degli immobili e degli edifici. Lo ha fatto rottamando il vecchio modello Ape, introdotto appena lo scorso ottobre, e rivoluzionando criteri e parametri per misurare l’efficienza e il fabbisogno energetico di un’abitazione. Tutto questo non è escluso possa anche andare a modificare o a incidere sul valore di mercato dell’abitazione.

Le regole, comunque, sono vincolanti. Così il nuovo modello dovrà essere adottato da subito, nel caso non si disponga di un attestato, per ogni atto di compravendita o per sottoscrivere un contratto d’affitto di una casa. Numerose le novità, in vigore. A cominciare dalle modalità necessarie per compilarlo. Il primo dato da riportare: dovrà comprendere tutti gli usi energetici delle abitazioni, dei luoghi di lavoro, di studio o di ricreazione.

Questo significa indicare negli appositi spazi del modulo, una serie di informazioni sul consumo energetico da utilizzare nelle compravendite o nell’affitto. Secondo dato: per le case nuove – ma il criterio è esteso poi anche a chi ristrutturare un edificio vetusto - viene introdotto il concetto di “casa di riferimento”, un modello di abitazione cioè con tutte le caratteristiche identiche alla casa in costruzione, ma con valori e parametri di consumo energetico (termico ed elettrico) calcolati sull’effettivo bisogno di quella casa.

Un calcolo ovviamente ponderato sui vari periodi dell’anno, in inverno (forte uso del riscaldamento e maggior uso della illuminazione interna) o in estate (con l’uso del condizionamento).

Tutto questo processo di riqualificazione energetica ha portato anche al superamento del “vecchio” sistema di classificazione energetica. Il novo metodo, infatti, passa dalle otto classi di efficienza alle attuali 10 classi: confermata invece la progressione classica da G, la peggiore e a più alto consumo energetico, alle quattro migliori A1, A2, A3 e A4. Questa nuova graduatoria di efficienza in realtà fornisce due importanti insiemi di informazioni. Il primo è il fabbisogno reale in termini di valori di quantità di energia (gas, metano ed elettricità) che, in condizioni standard dovrebbe essere sufficiente all’edificio per alimentare i suoi impianti. Inoltre questa classificazione indica se un edificio è effettivamente progettato con cura e in relazioni a criteri di efficienza rispetto a forma geometrica, orientamento, ubicazione, destinazione d’uso e situazione esterna di contorno.

C’è poi un’ulteriore novità con il nuovo Ape: vengono previste le raccomandazioni. La certificazione energetica, infatti, sarà l’occasione per i proprietari e soprattutto per tecnici del settore, i professionisti della filiera dell’edilizia e per gli stessi costruttori per individuare gli interventi di risparmio energetico da mettere in atto. Con tanto di indicazione degli interventi da realizzare e il costo economico che comportano. C’è infatti proprio una sezione del nuovo Ape, dedicata a questi suggerimenti.

E la raccomandazione vale, in particolare, per proprietari e per inquilini di un’abitazione caratterizzata da elevati consumi e da forti sprechi energetici. Correre ai ripari diventerà un forma di obbligo, Per l’ambiente, e per il proprio portafoglio.

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