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Agevolazione e risparmio: nuovo bonus casa.

04 dicembre 2017

Gli incentivi dell’ecobonus per ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche saranno ulteriormente rimodulati in funzione di quanto riusciranno a incidere, riducendone il costo, sulla bolletta.

Maggiore, quindi, sarà il risparmio energetico atteso, più alta sarà la detrazione fiscale che si riuscirà a conquistare nella dichiarazione dei redditi.

Il mercato immobiliare e l’intero sistema di incentivi fiscali diventano quindi protagonisti anche della nuova Sen, la Strategia energetica nazionale, che il governo ha appena presentata e che contiene le linee guida per il passaggio da un’economia basata sulle energie fossili (in particolare, carbone e petrolio) a un modello di green economy in cui interventi infrastrutturali, politiche locali degli amministratori, strategie per l’incentivazione dell’efficienza energetica degli immobili - case, singole abitazioni e grandi edifici come i condomini - saranno una parte anche importante dei pilastri portanti.

Per questo appare corposo, infatti, il capitolo della Sen dedicato al settore residenziale. A cominciare dalle prime considerazioni che propone, proprio per motivare l’attenzione anche su questa parte di mercato. Due in particolare: la prima, nonostante i quasi dieci anni di agevolazioni fiscali e comunque dopo un alto ricorso ai meccanismi del bonus, resiste ancora una scarsa consapevolezza dei consumatori e delle famiglie al tema del risparmio energetico. Secondo, e qui si entra nel rapporto anche con il mercato e le imprese, l’elevato costo degli investimenti iniziali.

Per questo, il sistema degli incentivi, dell’eco-bonus e in particolare del meccanismo di agevolazioni del sisma-bonus (con detrazione che può arrivare fino all’85% dei costi sostenuti) saranno ottimizzati non solo in funzione del recupero edilizio avviato, ma in particolare della riqualificazione energetica dell’immobile ottenuta, rimodulando così – in aumento - la detrazione in relazione al risparmio energetico atteso in bolletta. In questa direzione, infatti, si sta muovendo il governo, con un nuovo pacchetto di nuove agevolazioni a integrazione di quanto è già in vigore e che la legge di Bilancio 2018 proroga (anche se con qualche modifica).

Così l’ipotesi su cui si sta lavorando è di integrare il pacchetto eco-bonus con altri meccanismi di incentivazione e agevolazioni, partendo proprio dal più favorevole, il sisma-bonus, per incentivare E valorizzare i risparmi generati dalle detrazioni fiscali per il recupero edilizio, a oggi non conteggiati.

Non solo: si pensa anche di introdurre massimali unitari di spesa per ogni singola tipologia di intervento (a differenza di oggi in cui il massimale è uguale a prescindere dall’intervento eseguito), estendere la portabilità del titolo di credito (la possibilità di cessione dei crediti Irpef maturati, dal prossimo anno sarà estesa anche alle parti comuni dei condomìni e comunque è stata estesa anche ai privati a prescindere dal livello di reddito).

Lo sconto per quartiere

Ulteriore misura, tra l’altro invocato dalle imprese del settore è la stabilizzazione degli incentivi fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica che interessino in maniera integrata l’intero edificio.

È a questo punto che il governo sta prendendo in considerazione un nuovo sconto: per sfruttare i vantaggi derivanti dalle economie di scala, è possibile che vengano introdotte iniziative specifiche per favorire l’aggregazione e la standardizzazione degli interventi di riqualificazione profonda degli edifici, non più solo a livello di singoli condomini, ma anche a livello di quartiere.

A questo pacchetto che riguarda gli interventi edili, sarà poi aggiunto un secondo insieme di misure e di nuove modalità per favorire l’acquisto di abitazioni in alta classe energetica. Non è ancora chiaro se si tratta di interventi fiscali (aliquote agevolate sull’acquisto o altre forme di detrazioni).

Resta ferma su due specifiche iniziative la manovra che affronta uno degli elementi che sembra scoraggiare i consumatori dall’affrontare nuove spese di riqualificazione: il costo degli interventi. In questa direzione va la proposta contenuta nella strategia Sen, e cioè di ricorrere al Fondo nazionale per l’efficienza energetica per stimolare banche e istituti finanziari a concedere finanziamenti a chi intende avviare interventi edili per l’efficienza energetica.

Il Fondo privilegerà le tipologie di intervento standardizzato con risparmi energetici certi sulla base di una lista preventivamente predisposta e in coerenza con parametri prestabiliti, in modo da favorire la semplicità di accesso al meccanismo.

Un fondo per le banche

Alcune di queste misure sono già previste dalla manovra 2018 in approvazione in Parlamento, altre saranno ulteriormente potenziate durante la discussione del testo. Potrebbe essere, in base alle prime indiscrezioni, che venga riportata al valore originario (al 65%, in manovra è previsto il taglio al 50%) la detrazione Irpef per l’installazione di schermature solari, infissi e caldaie a condensazione e biomassa.

Inoltre viene prevista l’istituzione di un Fondo, fino a 150 milioni di euro, che offrirà garanzie a quanti intendano chiedere un prestito per pagare gli interventi di riqualificazione energetica del proprio immobile. Sulla cessione del credito Irpef, la novità più importante è che viene prevista la possibilità di optare per la cessione del credito anche da parte di chi esegue i lavori di efficientamento sulla singola unità immobiliare.

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