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Ristrutturazioni: ecobonus calcolato sulla bolletta.

09 gennaio 2018

Sconti fiscali, ecobonus, detrazioni Irpef: il pacchetto di incentivi destinati alla casa è stato approvato dal Parlamento in via definitiva con una carica di novità che avranno valore per tutto il 2018. Numerosi infatti i cambiamenti per la parte destinata al mondo dell’edilizia, non senza alcune sorprese.

Prima fra tutte la modulazione dello sconto Irpef, l’eco-bonus applicato finora in termini di detrazione fiscale nella misura compresa fra il 65 e 75% sulle spese sostenute, verrà infatti applicato solo in funzione dell’effettivo risparmio energetico ottenuto dopo gli interventi edilizi o sugli impianti termici.

Ad oggi questa nuova modalità di applicazione dello sconto fiscale, contenuto come regola di principio nella Sen, la Strategia energetica nazionale, non era mai stata scritta in un testo di legge, ora invece è stata inserita nella nuova manovra Finanziaria e diventata operativa dal 1 gennaio 2018.

Incentivi in base al risparmio

In sostanza gli incentivi fiscali saranno applicati secondo un criterio di abbassamento selettivo dell’eco-bonus: maggiori sconti riconosciuti agli interventi di efficientamento energetico per quegli edifici con un risparmio più alto sulle bollette.La richiesta intende operare una distinzione tra gli interventi più o meno performanti.

Per esempio, fra le regole quella di escludere gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza inferiore alla classe A; è stata poi confermata al 65% il bonus per l’acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di caldaie a condensazione con efficienza pari alla classe A .

Confermata al 65% anche la detrazione per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione di efficienza di classe A, ma solo se contestualmente vengono installati sistemi di termoregolazione evoluti,o con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione.

Infine garantite queste detrazioni per le spese sostenute all’acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione. Resterà al 50% lo sconto per le caldaie di classe A, mentre non ci saranno sconti per quelle della classe B. In questo solco rientrano alcune proposte che intendono incentivare le diagnosi energetiche e le indagini diagnostiche per la sicurezza degli edifici.

La norma prevede un bonus del 50%, fino a un valore massimo di detrazione di 12mila euro, per le diagnosi energetiche e sismiche degli edifici eseguite nel 2018, anche se non seguite da interventi di riqualificazione o messa in sicurezza. Il principio è comunque di arrivare a conoscere con maggiore puntualità lo stato del patrimonio edilizio italiano in modo da avere anche la capacità di una programmazione più efficace degli interventi.

Più valore al risparmio

Un’altra misura intende integrare gli sconti fiscali con altri meccanismi di incentivazione, ad esempio il sisma-bonus, valorizzare i risparmi generati dalle detrazioni fiscali per il recupero edilizio: la regola introduce massimali unitari di spesa per ogni singola tipologia di intervento, estende la portabilità del titolo di credito, come già accade per le parti comuni dei condomìni, stabilizza gli incentivi per gli interventi di riqualificazione energetica che interessino in maniera integrata l’intero edificio.

Ma si è pensato anche, proprio per sfruttare i vantaggi derivanti dalle economie di scala, di favorire l’aggregazione e la standardizzazione degli interventi di riqualificazione profonda degli edifici, anche a livello di quartiere.

Super-bonus per gli interventi combinati di riqualificazione energetica e antisismici. La detrazione potrà andare dall’80 all’85% a seconda della portata dell’intervento. In sostanza si recupererà l’80% della spesa sostenuta se gli interventi determinano il passaggio da una classe di rischio sismico inferiore e dell’85% se si scende di due classi di rischio.

Infine, l’applicazione dell’Iva agevolata al 10% nei lavori edili. Il Senato ha già fatto chiarezza, il Parlamento ha confermato: l’aliquota Iva del 10% viene applicata nelle prestazioni per il recupero del patrimonio edilizio realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata.

Per esempio la manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia. In sostanza, il limite di valore si ricava sottraendo il valore dei beni significativi dall’importo complessivo della prestazione, rappresentato dall’intero corrispettivo dovuto dal committente.

L’Iva agevolata al 10%

In più, è stato specificato che l’elenco dei “beni significativi” alla cui prestazione per l’installazione si applica l’Iva al 10%. E sono: ascensori e montacarichi; infissi esterni e interni; caldaie; video citofoni; apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria; sanitari e rubinetteria da bagni e impianti di sicurezza.

Su questi beni significativi, quindi, l’aliquota agevolata del 10% si applica solo sulla differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni stessi. L’Agenzia delle Entrate ha poi diffuso un esempio di funzionamento del meccanismo. Costo totale dell’intervento 10.000 euro: 4.000 euro è il costo per la prestazione lavorativa; 6.000 euro è il costo dei beni significativi (per esempio, rubinetteria e sanitari).

L’Iva al 10% si applica sulla differenza tra l’importo complessivo dell’intervento e il costo dei beni significativi: 10.000 euro meno i 6.000 euro dà come totale 4.000. Sul valore residuo (pari a 2.000 euro) l’Iva si applica nella misura ordinaria del 22%.

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